lunedì 23 gennaio 2017

La giöbia

Si fa ancora in tempo, dalle nostre parti, a veder bruciare la giöbia, e cioè quel fantoccio con fattezze di vecchia e di strega. Giöbia – la parola intendo – si sovrappone a giöbiana (gibigiana), che significa fantasima o anche barbaglio, riflesso del sole in uno specchietto, e dunque, in qualche modo, scherzetto fra fanciullini. Giöbia viene invece da jovia, dies jovia (dies iovis), giovedì. E ciò spiega perché l’ultimo giovedì del mese di gennaio si bruci, dalle nostre parti, il fantoccio, la strega. Per cosa stia poi detta strega possiamo darlo per certo. Si brucia il brutto dell’inverno, i suoi rigori, i suoi perigli; e lo si fa levando schiamazzi e percuotendo pentolacce. Il rogo del fantoccio con sembianze di strega e di vecchia – è superfluo dirlo – rammenta i roghi, quelli veri, delle streghe. Ho principiato qui dicendo che si fa ancora in tempo ecc.; ma devo aggiungere che non ho mai assistito a questo rito o carnevalata. E nemmeno mi sarei ricordato dell’evento se non avessi cercato notizie su quella ghenga di ultrasettantenni che qui, sulle rive del Verbano, taccheggiava latte d’olio extravergine d’oliva nei supermercati. Li hanno beccati gli abominevoli pensionati con i bagagliai delle auto costipati, con le mani nell’olio. E per un momento, in un baleno di crudeltà, li ho immaginati, loro e il loro olio, in un grande braciere: giöbie da bruciare per allontanare i rigori e perigli dell’inverno, della crisi economica. Non è vero niente ma lasciatemi celiare. D’altra parte, non credo che si stia accrescendo l’odio per i vecchi – la haine du vieux, il morbo incurabile di Arnaud Le Capelier –: quell’odio che Orwell raccontava nelle giovani generazioni del primo dopoguerra, in Inghilterra; quell’odio che si accaniva, alla stessa maniera, sui romanzi di Walter Scott o sulla Camera dei Lords; quell’odio che serpeggia sempre nelle associazioni di reduci. Però recentemente ho letto la gustosissima polemica di una trentenne scrittrice sulle colpe dei sessantenni consulenti editoriali – è lei a farne una questione generazionale – e lì mi è parso che l’odio…