domenica 5 marzo 2017

L'indice sulla guancia

Immagine di Gerhard Glück
C’est d’être libertin que d’avoir de bons yeux» (Tartufe, IV, 5), dice Cleante. Potrei parafrasare così: chi ci (colui che) vede è già un libero pensatore. Il che è dubbio, ovviamente. Mi domando allora se, per essere liberi pensatori, s’ha da adottare pose, posture, āsana: ce n’è, si dice, che scongiurano le emorroidi, la costipazione, i cattivi pensieri, l’agitazione (da assumere comunque a stomaco vuoto, raccomanda Sivananda); dunque perché no? — Ho pensato all’indice sulla guancia di Fusaro che pubblicizza il suo Pensare altrimenti. Questa postura non ha nulla di terapeutico benché faccia stare bene chi la adotta: sempreché chi la adotta voglia – ci tenga assai – a passare per un intellettuale, un libero pensatore. Costui, assumendola, è sgravato di una serqua d’incombenze; la prima delle quali è quella di parlare, fare dei discorsi e insomma convincere i proprî interlocutori che si è letto Marx o Gramsci o il Philosophe Inconnu. È sufficiente un gesto: il gesto di un (economico) alfabeto fisionomico. — «Non vi è cosa tanto importante quanto il poter discorrere senza parlare», scriveva un tale. Mi pare eccessivo. L’indice – il dito – indica una direzione, la direzione; ‘sorregge’ la lettura dei bambini; «per aggiungere un effetto tragico», suggerisce Walser, infilarlo «nel naso e frugacchiare su e giù con tale dito. Qualche spettatore piangerà» (Walser, Storie che danno da pensare, Milano, Adelphi, 2007, pp. 50-51)… L’indice – pensateci! – è meno ingombrante di quel braccio di Pompeo che spinse Karen Blixen in Africa (cfr. Blixen, I motti della mia vita, in Dagherrotipi, Milano, Adelphi, 1995, p. 315). Ma la cosa più interessante la dice Jean François Macé, l’autore di L’Histoire d’une bouchée de pain, di Les serviteurs de l’estomac. Di che ci parla Macé? Innanzitutto della pommette, dello zigomo. E dove poggia difatti il nostro indice? Prima indicazione: l’osso dello zigomo è doppio giacché ciascuna guancia ne abbisogna. Domanda: un indice su ciascuna guancia fa ancora (il) pensatore?... Poggiate dunque l’indice sul vostro zigomo e muovetelo verso la sporgenza dell’osso temporale e poi dalla parte opposta, verso l’osso frontale, «à l’endroit où vous avez posé le doigt tout à l’heure». Ecco un altro impiego dell’indice e per giunta sulla guancia: «C’est toute une géographie, comme vous voyez; mais il me semble que j’aurais eu plaisir, quand j’étais petit, à promener le doigt sur ma joue et à pouvoir dire le nom de tout ce qu’il aurait rencontré» (Macé, Les serviteurs de l’estomac, Paris, J. Hetzel, 1875, p. 69). Questo passaggio lo traduco: «È tutta una geografia, come vedete; ma mi pare che mi sarebbe piaciuto, da piccino, passare il dito sulla mia guancia e dire il nome di tutto ciò che vi avrei incontrato». (Pensando all’opportunità di fotografarmi con l’indice sulla guancia per fare la réclame al mio La filosofia e la preparazione del cappuccino).